Piazze del Gusto · Linguaglossa

Storie tra chiese e vicoli

24–25 ottobre 2026

Visita la Chiesa Madre con gli studenti

24Ott

Sabato · Prenota il tuo gruppo. Registrati allo stand ITINERA per partecipare al tour.

25Ott

Domenica · Tour nella Chiesa Madre, raccontato dagli studenti del Liceo Scientifico di Linguaglossa.

Le altre chiese del paese puoi scoprirle direttamente qui, in questa guida: continua a leggere.

Disegno della Chiesa di Sant’Egidio Abate
Disegno di Clara Cornelissen
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Chiesa di Sant’Egidio

Tra storia medievale, arte e tradizione

Inizi del TrecentoEx Chiesa Madre

Tra i luoghi di culto più antichi di Linguaglossa, la Chiesa di Sant’Egidio custodisce importanti testimonianze della storia religiosa e artistica del paese. Documentata già agli inizi del Trecento, fu la Chiesa Madre di Linguaglossa fino alla metà del Seicento.

Uno degli elementi più affascinanti dell’edificio è l’antico portale medievale a sesto acuto, situato sul fianco della chiesa e caratterizzato da una singolare raffigurazione di sirena a doppia coda, figura simbolica ricorrente nell’arte medievale.

All’interno, un prezioso ciclo di affreschi, realizzati in epoche diverse, raffigura episodi della Passione di Cristo e figure di santi. Di particolare interesse sono anche il Crocifisso ligneo cinquecentesco e la statua del santo patrono.

La tradizione

Secondo una tradizione riferita al Cinquecento, durante una minacciosa colata lavica Sant’Egidio apparve a un’anziana inferma, le restituì la capacità di camminare e le ordinò di suonare le campane per annunciare la salvezza. La tradizione attribuisce al santo l’arresto della lava.

Da non perdere

  • Il portale medievale con la sirena a doppia coda
  • Il ciclo di affreschi sulla Passione di Cristo
  • Il Crocifisso ligneo del Cinquecento

Testo rielaborato dal lavoro degli studenti Clara Cornelissen, Gioele Costanzo Zammataro, Sveva Sanfilippo e Lucia Scandurra.

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Disegno della Chiesa di San Francesco di Paola
Disegno di Antonino Santamaria
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Chiesa di San Francesco di Paola

Un gioiello barocco sulla piazza municipale

Dal 1584Frati MinimiRiaperta nel 1956

Affacciata sulla piazza municipale di Linguaglossa, la chiesa affonda le proprie radici nel Cinquecento. Nel 1584 giunsero in paese i frati Minimi, detti Paolotti, che si stabilirono accanto a una preesistente chiesa dedicata alla Madonna di Loreto.

Trasformata nei secoli, conserva un ricco patrimonio artistico di gusto barocco. Di particolare interesse è la statua della Madonna di Loreto, risalente agli inizi del Cinquecento e attribuita a Domenico Gagini. L’ingresso è impreziosito dalla porta bronzea realizzata nel 1987 da Salvatore Incorpora, le cui formelle raccontano la vita e i miracoli del santo.

All’interno spiccano gli stucchi decorativi, la cantoria lignea con il motto Charitas, simbolo dell’Ordine dei Minimi, e l’organo costruito nel 1902 da Giacomo Locatelli. L’altare maggiore, incorniciato da colonne tortili, ospita una pala settecentesca raffigurante la Trinità.

Una storia di salvataggio

Nel Novecento la chiesa rischiò persino la demolizione: fu proprio Salvatore Incorpora a difenderne il valore artistico e storico, contribuendo alla sua salvaguardia. Restaurata e riaperta al culto nel 1956, rimane una preziosa testimonianza della memoria religiosa e culturale di Linguaglossa.

Da non perdere

  • La Madonna di Loreto, attribuita a Domenico Gagini
  • La porta bronzea di Salvatore Incorpora (1987)
  • La cantoria lignea e l’organo del 1902
  • La pala settecentesca della Trinità
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Disegno della Chiesa dell’Immacolata
Disegno di Daniel Lizzio
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Chiesa dell’Immacolata e Convento dei Cappuccini

Un tesoro d’arte e spiritualità ai piedi dell’Etna

1644–1649Presenza francescanaSopravvissuta al sisma del 1693

Fondati nella prima metà del Seicento, la Chiesa dell’Immacolata e l’annesso Convento dei Padri Cappuccini rappresentano un’importante testimonianza della presenza francescana a Linguaglossa.

La costruzione della chiesa risale agli anni compresi tra il 1644 e il 1649, mentre i frati si stabilirono nel convento intorno al 1650. Il complesso superò senza gravi danni il devastante terremoto del 1693.

L’interno, articolato in due navate, custodisce numerose opere d’arte, tra cui la Pala dell’Immacolata e Santi, dipinta nel 1659 da Fra Umile da Messina.

Il capolavoro

La monumentale custodia lignea dell’altare maggiore, realizzata da Pietro Bencivinni tra il 1708 e il 1710. Articolata su tre livelli e riccamente decorata, è una straordinaria testimonianza dell’arte dell’intaglio ligneo siciliano. Nel 1984 l’opera subì il furto di sedici statuette che ne arricchivano la struttura.

Completano il patrimonio artistico una statua lignea dell’Immacolata, un organo storico e altre opere di ispirazione francescana. Il complesso conserva ancora oggi il valore storico, artistico e spirituale di una presenza religiosa profondamente radicata nella comunità.

Da non perdere

  • La custodia lignea di Pietro Bencivinni (1708–1710)
  • La Pala dell’Immacolata e Santi di Fra Umile da Messina (1659)
  • La statua lignea dell’Immacolata e l’organo storico

Testo rielaborato dal lavoro degli studenti nell’ambito del percorso di Formazione Scuola-Lavoro.

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Video

Il promo di ITINERA 2026

Prima di venire a Linguaglossa, guarda il video di presentazione: “ITINERA – Linguaglossa | Sicily Walking Tour 2026”, sul canale YouTube di MAD Accademia.

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